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OMEGA3


Omega 3, non solo pesce

Articolo del 24 gennaio 2011

L'assunzione di omega 3 e' piu' efficiente se questi provengono dai vegetali, lo dimostra un nuovo studio.

Una buona notizia per vegetariani e vegani - e per i nostri mari - giunge da una recente ricerca medico-scientifica condotta alla fine dell'anno scorso in Gran Bretagna e i cui risultati sono stati resi noti in un articolo apparso di recente sull'American Journal of Clinical Nutrition.

Vegetariani e vegani provvederebbero autonomamente alle proprie necessità di acidi grassi essenziali omega-3 a lunga catena (presenti nel pesce) ricavandoli dagli acidi grassi omega-3 vegetali, quindi senza dover introdurre nella propria dieta la carne di pesce. Tali grassi sono importanti per il buon funzionamento dei meccanismi metabolici.

E' già noto da tempo come gli omega-3 si possano ricavare molto più facilmente da fonti vegetali, come noci, semi di lino e olio di semi di lino, piuttosto che dal pesce (che ne contiene decisamente meno di quanto si crede), ma questo nuovo studio rende ancora più evidente come la fonte privilegiata di questi acidi grassi essenziali sia proprio quella vegetale.

Il Dr Welch e la sua equipe hanno analizzato dapprima 14.422 uomini e donne dai 39 ai 78 anni all'interno dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) e successivamente hanno selezionato 4.902 soggetti nei quali erano stati misurati i livelli plasmatici dei PUFAs (polyunsantured fatty acids: acidi polinsaturi, cioè omega-3 e omega-6).

L'acido alfa-linolenico ALA (precursore degli acidi grassi omega-3 a lunga catena) una volta introdotto nel nostro organismo con l'alimentazione, viene metabolizzato e trasformato in EPA e DHA, entrambi votati a alle fondamentali funzioni organiche quali la formazione delle membrane cellulari, lo sviluppo e il funzionamento del cervello e del sistema nervoso periferico, la produzione di eicosanoidi che regolano la pressione arteriosa, la risposta immunitaria ed infiammatoria.

Lo studio ha mostrato come, a fronte di una minore introduzione di omega-3 attraverso la dieta tipica dei vegetariani/vegani, se paragonata a chi consuma pesce in quantità (con una percentuale che va dal 57% all'80 % di differenza), i livelli di EPA e DHA sono risultati essere pressoché uguali nei due gruppi di campioni studiati.

Ci sarebbe dunque - spiegano i ricercatori - una "efficienza di conversione" in acidi grassi omega-3 a lunga catena significativamente maggiore nei vegetariani/vegani rispetto a coloro che consumano pesce.

E' un dato importante che, oltre al significato etico, getta una luce positiva anche sul futuro delle specie marine selvatiche che, pericolosamente depauperate, sono destinate ad estinguersi.

L'EPIC rappresenta il più vasto studio di popolazione condotto sui livelli di ALA e sulla conversione in EPA e DHA e, se questi risultati saranno supportati da ulteriori studi, cambieranno le raccomandazioni per la Salute pubblica, il che avrà un effetto positivo anche sulla preservazione delle specie marine.




Fonte: www.agireora.org



Cosa sono gli Acidi Grassi Polinsaturi Omega-3



Gli acidi grassi poli-insaturi omega 3, sono acidi grassi essenziali che il nostro corpo non riesce a sintetizzare in maniera ottimale. Necessario quindi la loro presenza nella nostra alimentazione quotidiana, per ottenere uno stato ottimale di salute.

In particolare gli omega-3 (noti come acidi grassi poli-insaturi PUFA o n-3 PUFA) insieme agli omega-6 svolgono un ruolo fondamentale per mantenerci in uno stato ottimale di salute.

Gli omega3 si possono dividere in 3 importani famiglie:
-    ALA – Acido Alfa-Linolenico (di origine vegetale)
-    EPA – Acido Eicosapentaenoico (principalmente di origine marina)
-    DHA – Acido Docosaesaenoico (principalmente di origine marina)

Esistono numerose ricerche che indicano gli omega3 come apporto importante per:
-    Ridurre gli stati infiammatori
-    Prevenire il rischio di problemi cardiovascolari (cuore) e l’artrite

E’ molto importante per la salute, mantenere un equilibrio ottimale fra omega3 e omega6. Secondo recenti studi, un’alimentazione sana dovrebbe essere costituita da un apporto di omega-6 di circa 1-3 volte superiore agli omega-3. Purtroppo la nostra ‘moderna’ alimentazione in stile occidentale porta l’apporto di omega 6 a circa 20 volte superiore all’apporto di omega3.
Questo squilibrio di apporto fra omega3 e omega6, per la stragrande maggioranza di ricercatori, ha effetti nocivi sul nostro organismo contribuendo ad incrementare i disordini infiammatori tipici della società industrializzata.

In aggiunta alle fonti alimentari descritte sopra, l'EPA e il DHA possono essere assunti sotto forma di integratori di olio di pesce, di microalghe o di mollusco.

Per la scelta di questo tipo di integratori è indispensabile preferire solo quelli con il certificato di qualità e garanzia di purezza. E' di importanza critica per la propria salute l'assenza certificata di residui di metalli pesanti (arsenico,piombo, nickel), diossine e furani, PCB, mercurio e altre tossine accumulate nei mari a causa dell'inquinamento industriale.


 
 
 
 
 
 
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